OGGETTI D'USO
CODICE: 1148
| DIMENSIONI: Diametro max cm. 17 MATERIALE: Zucca CARATTERISTICHE: Vecchia, segni d'uso PROVENIENZA: Jean-Michel Huguenin - Parigi DESCRIZIONE: Ciotola etnia Mangbetu (Rep. Dem. del Congo nord-orientale). L' uso delle zucche per ricavarne recipienti, molto diffuso in tutta l'Africa, era così sconosciuto in Europa che nei commenti dei e per qualsiasi scopo. Per farne contenitori di liquidi, esse vengono svuotate ed essiccate con cura. Possono poi essere utilizzate come contenitori per conservare il latte, il vino o l' acqua. Sono spesso tagliate in varie forme ed utilizzate anche per servire il cibo. Vengono facilmente decorate mediante incisione con ferri roventi ed inserendovi altri materiali. In particolare i Mangbetu usano queste zucche come contenitori per il vino di palma o per lavarsi. I Mangbetu sono situati presso il fiume Bomokandi. Qui, nel XVIII secolo alcuni gruppi emigrati dal Sudan si stabilirono definitavamente e fondarono un nuovo regno. Nel 1870, epoca di massimo splendore, il sultano Mbunza accolse l'esploratore Georg Schweinfurth nella Sala delle colonne del suo palazzo, che misurava ben cinquanta metri. Nei suoi disegni e racconti di viaggio, Schweinfurth descrive la corte di Mbunza come un centro di notevole produzione artistica e dove il potere politico era centralizzato nella figura del sovrano. In realtà la società Mangbetu era più frammentata: all'inizio del periodo coloniale del Belgio, che si stabilì nel nord-est del Congo nel 1891, c'erano una serie di capi diffusi in tutta la regione, ciascuno con una propria corte che richiamava nello stile quella di Mbunza. I notabili scambiavano oggetti d'arte come tributo e dono diplomatico con i visitatori stranieri. La presenza europea nel periodo coloniale incrementò il mercato d'arte e spinse a rendere antropomorfi oggetti che, prima, erano prevalentemente non figurativi. Se le decorazioni figurative su oggetti come arpe, manici di coltello e contenitori erano rare nel periodo precoloniale, divennero invece usuali con l'arrivo degli Europei. Una caratteristica peculiare delle figure Mangbetu è data dalla forma innaturalmente stretta e allungata della parte occipitale della testa, che esprimeva l'ideale di bellezza della nobiltà. Per ottenere una simile conformazione cranica, essi avvolgevano e legavano strettamente le teste dei bambini con dei nastri. Per enfatizzare tale effetto le donne legavano i capelli con fili rigidamente intrecciati fino ad ottenere un'alta acconciatura a canestro; davano una notevole importanza alla decorazione del corpo, ricoprendolo con succo di gardenia e nelle occasioni speciali utilizzavano dei pigmenti. Tale attenzione al corpo serviva ad esprimere la propria individualità ed il proprio gusto estetico. PREZZO (IVA inclusa, spedizione esclusa): Euro 40 |