OGGETTI D'USO
CODICE: 711


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DIMENSIONI: Lungh. cm. 62
MATERIALE: Legno
CARATTERISTICHE: Antico, segni d'uso
DESCRIZIONE:
Gioco awele, etnia Baulé (Costa D'Avorio). Si tratta di un gioco diffuso in gran parte del mondo; ve ne sono diverse versioni: a due, tre, quattro file di caselle; solo in Africa le tre versioni sono contemporaneamente presenti. Il gioco ha radici antiche di migliaia di anni e proviene dal Mediterraneo orientale. Ciascun giocatore ha una serie di semi, noccioli o altro che sposta di foro in foro, cercando di catturare quelli dell'avversario e facendoli scalare a seconda dell' andamento della partita. Le buche rappresentano campi coltivati o case di villaggi così che le regole del gioco diventano metafora dell'agonismo e dell'interdipendenza propri alle relazioni sociali. Alcune volte forme umane o animali danno forma alla tavola o compaiono ai lati. In Costa D'Avorio giocare durante la notte poteva costare la vita, perché questo era il tempo riservato al gioco degli dèi; tuttavia se si trattava di scegliere un capo, i pretendenti, dopo appropriati rituali, erano tenuti a giocare tutta la notte: il vincitore sarebbe stato il prescelto dagli dèi.
I Baulé abitano la parte centrale della Costa d'Avorio: una regione di savana delimitata dai fiumi Bandama e Comoé. Sono costituiti da un insieme di etnie che si sono fuse tra loro: oltre alle popolazioni autoctone già presenti nella regione e ai rapporti con la vicina popolazione Anyi, ebbero una notevole influenza alcuni gruppi Akan che si stanziarono nella regione centrale della Costa d'Avorio nel XVIII secolo. Sebbene questa migrazione Akan sia spesso considerata come l'elemento fondatore della popolazione Baulé, va considerato che essi sono fortemente legati anche alle popolazioni autoctone; presentano, infatti, diverse affinità culturali con altri gruppi etnici della regione quali i Guro, i Senufo e gli Yaouré. La regione occupata dai Baulé presentava, nel periodo precoloniale, un numero notevole di piccoli villaggi, ognuno dei quali non aveva più di qualche centinaia di abitanti. Fatta eccezione per la città di Tiassalé non c'è stata, in epoca antica, alcuna importante agglomerazione urbana. Ogni villaggio Baulé è guidato da un capovillaggio, che viene investito di questa autorità in base all'anzianità e all'esperienza di vita, tale carica viene spesso occupata anche dalle donne. La società Baulé si caratterizza per un forte individualismo, una grande tolleranza e un'avversione profonda per le strutture politiche rigide. Ogni singolo villaggio costituiva una unità politica indipendente. All'inizio del XX secolo, l'amministratore coloniale francese Maurice Delafosse definiva i Baulé come un popolo che viveva in uno stato "di perfetta anarchia condizionata dalle tradizioni, dai costumi e dal buon senso".

 PREZZO (IVA inclusa, spedizione esclusa): Euro 367